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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 15 feb 2012
ISSN 2037-4801

Focus - Risparmio energetico  

Tecnologia

Quando il palazzo spende meno. E meglio

La riqualificazione degli immobili dal punto di vista energetico impone politiche di intervento, nazionali e comunitarie, sempre più precise e vincolanti. "Il recupero edilizio rappresenta una via ineludibile per conseguire, in un lasso limitato di tempo, una riduzione dei consumi energetici significativa per il Paese", sostiene Italo Meroni, dell'Istituto per le tecnologie della costruzione (Itc) del Cnr di San Giuliano Milanese (Mi). "Non va infatti dimenticato che il consumo degli edifici rappresenta circa il 45% del fabbisogno energetico nazionale".

Intervenire sulle costruzioni esistenti comporta tuttavia diverse problematiche in funzione della complessità, della storia e della consistenza del fabbricato. In tal senso, la sede centrale del Cnr di piazzale Aldo Moro a Roma, articolato edificio realizzato nell'arco di un quarantennio a partire dagli anni '30, risulta estremamente significativa quale oggetto di possibili interventi migliorativi.

"La presenza di superfici estese e di un numero elevato di persone spinge a ipotesi progettuali volte sia al miglioramento degli aspetti architettonici ed impiantistici sia alla sensibilizzazione degli utenti stessi, i cui comportamenti influiscono considerevolmente sui consumi dell'edificio", spiega Meroni, che con altri colleghi Cnr ha avviato uno studio di riqualificazione energetico-ambientale della sede. "Nella nostra ipotesi, la riduzione del fabbisogno e il miglioramento del benessere dei lavoratori vengono garantiti da una serie di interventi per aumentare le prestazioni energetiche, quali serramenti efficienti, sistemi di schermatura, un adeguato isolamento termico nelle corti interne, guide di luce per sfruttare l'illuminazione naturale in ambienti ciechi, materiali a cambiamento di fase per la stabilizzazione della temperatura".

"A livello di impianto, è previsto un sistema di solar cooling, che alimenta gli impianti di condizionamento mediante energia solare, termostati di zona, una copertura semitrasparente con celle fotovoltaiche nelle corti interne, pannelli fotovoltaici in copertura, la ventilazione notturna controllata, dispositivi domotici per l'illuminazione e la termoregolazione", prosegue Alice Bellazzi, dello stesso Istituto. "Rilievi strumentali e simulazioni dinamiche permettono di stimare che l'applicazione di tali soluzioni consentirebbe una riduzione fino al 60% dell'attuale spesa energetica".

Un'ipotesi che il direttore generale Fabrizio Tuzi guarda con attenzione, riservandosi di verificarne la sostenibilità sul piano dei costi.

"Alla luce della missione dell'Ente, un intervento pilota di riqualificazione energetico-ambientale si connoterebbe, oltre che come modello di intervento per edifici pubblici in analoghe condizioni, anche come dimostratore di metodi progettuali e soluzioni tecnologiche innovative studiati e messi a punto all'interno della propria rete scientifica", afferma Meroni.

Dal 2011 Itc-Cnr, in collaborazione con iiSBE Italia (International initiative for a sustainable built environment), promuove il marchio di certificazione Esit - Edilizia sostenibile Italia - che sarà assegnato agli edifici che mostrano di rispettare standard energetici e ambientali elevati. "Il marchio potrà essere rilasciato a seguito della certificazione ottenuta secondo il protocollo Itaca, strumento sviluppato con Itaca (Associazione federale delle regioni e province autonome italiane), anche per la realizzazione di edifici pubblici a consumo quasi 'zero' entro il 2018", conclude Anna Devitofrancesco, ricercatrice Itc-Cnr.

Anna Capasso

Fonte: Alice Bellacci, Istituto per le tecnologie della costruzione, San Giuliano Milanese , email alice.bellazzi@itc.cnr.it - Italo Meroni, Istituto per le tecnologie della costruzione, San Giuliano Milanese, tel. 02/9806211 , email italo.meroni@itc.cnr.it -

Per saperne di più: - www.es-it.net