Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 2 - 1 feb 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Aids, la resistenza nel Dna

Una o due persone su cento portatrici del virus dell'Aids riescono spontaneamente a tenere sotto controllo la malattia, senza ricorrere a terapie specifiche. Questa resistenza dipenderebbe dal loro Dna. La scoperta, pubblicata sul ‘Journal of Infectious Diseases', è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori europei, coordinati da Guido Poli dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e da Agostino Riva della Statale di Milano.

Secondo lo studio, nel profilo genomico delle persone infette ma resistenti al virus sono presenti in forma maggiore 47 varianti genetiche definite ‘Snp', ovvero mutazioni di un singolo nucleotide, cioè di una singola unità del Dna.

La ricerca - condotta dal Consorzio Gisheal (Genetic and Immunological Studies on Hiv European and African Ltnp) con il finanziamento del VI Programma quadro della Commissione europea - ha preso in esame 144 persone sieropositive con caratteristiche di ‘non progressione spontanea di malattia'. Sono individui definiti Ltnp (Long Term Non Progressors), caratterizzati da una rara condizione osservata solo nell'1-2% di tutte le persone con infezione, nelle quali il sistema immunitario reagisce in modo naturale alla replicazione del virus in assenza di terapia anti-retrovirale.

Lo studio ha quindi confrontato il loro profilo genomico con quello di un gruppo di controllo di 605 persone infettate. Grazie all'analisi del Dna, sono state individuate non solo le 47 varianti, ma si è scoperto che la maggior parte di queste sono localizzate nella porzione di genoma in cui sono presenti i geni del cosiddetto complesso maggiore di istocompatibilità (Mhc), e in particolare nella cosiddetta classe III.

Il sistema di geni legato alla risposta immunitaria dell'organismo nei confronti di agenti esterni è, infatti, suddiviso in classi. Studi precedenti avevano identificato alcuni geni Mhc di classe I coinvolti nel controllo spontaneo della replicazione del virus Hiv in assenza di terapia anti-retrovirale. I geni di classe I sono soprattutto responsabili della cosiddetta ‘risposta immunitaria specifica' all'infezione, basata sull'attivazione di linfociti T del sistema immunitario in grado di riconoscere le cellule infettate dal virus e di ucciderle.

"La ricerca ha evidenziato per la prima volta l'importanza di un'altra regione dell'Mhc, ovvero la classe III, che codifica molte proteine responsabili della cosiddetta immunità naturale o innata alle infezioni", spiega Poli. "Tali varianti geniche sembrano essere specificamente associate ai Ltnp studiati da Gisheal. Questo lavoro scientifico servirà come base per ulteriori studi di varianti geniche associate alla resistenza spontanea alla malattia in persone già infettate. Potrebbe portare, inoltre, alla scoperta di nuovi aspetti della risposta immunitaria, sia specifica sia innata, importanti per la messa a punto di strategie di prevenzione generale dell'infezione, quali i vaccini potenzialmente in grado di avere un impatto fondamentale sulla corrente pandemia da Hiv.