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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 18 gen 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

Roma e Lazio: luci e ombre

Nel Lazio nel 2010 il tasso di occupazione è sceso di 0,2 punti percentuali rispetto al 2009 e di ben 1 punto rispetto al 2008. A indirizzare negativamente la dinamica regionale è la Capitale, che ha perso l'1,3% dal 2008, nonostante abbia la media di occupati più alta, con il 61,3% contro il 59,2% del resto delle province del Lazio. Le donne, inoltre, sono penalizzate sia nel trovare lavoro che nella retribuzione. Sono alcuni dei dati raccolti nel Rapporto 2011 sullo stato delle province del Lazio', realizzato dall'Eures Ricerche economiche e sociali, in collaborazione con l'Unione delle province del Lazio (Upi Lazio). L'indagine, effettuata mediante questionari telefonici a un campione casuale di cittadini maggiorenni, affronta diverse problematiche demografiche, economiche e sociali, con particolare attenzione agli aspetti di maggiore criticità.

Al 1° gennaio 2011 risultano quasi sei milioni i residenti del Lazio, di cui il 73,2% nella sola provincia di Roma. L'incremento demografico registrato nell'ultimo anno si concentra a Roma (+0,9%), ed è dovuto soprattutto alla componente straniera, che rappresenta più del 10% della popolazione. Un quinto dei cittadini ha oltre 64 anni, mentre il numero di nuovi nati è inferiore rispetto al 2009 (-0,8%). La famiglia sta cambiando: si rileva un aumento del numero dei nuclei familiari con una contestuale diminuzione dei componenti. Al calo dei matrimoni registrato, inoltre, si contrappone una significativa crescita delle separazioni e dei divorzi.

Dal punto di vista dell'economia, agricoltura e industria sono in frenata, mentre cresce il terziario. Una nota di merito va al settore turistico con 34,6 milioni di presenze nel Lazio e 31,4 a Roma, che, dopo la flessione del 2009, recupera importanti quote di mercato: i musei romani sono presi d'assalto, con un aumento delle visite del 37,6%. Riguardo agli investimenti, il saldo negativo tra le entrate e le uscite (-4,5 miliardi di euro) evidenzia una maggiore tendenza delle imprese del territorio a investire sui mercati esteri.

Anche sul fronte legalità e sicurezza c'è qualche appunto da fare: sono in aumento, purtroppo, furti e rapine come anche le aggressioni. Nella Capitale viene consumato il 90% del totale delle rapine del Lazio, e nel 2010 sono state denunciate 378 violenze sessuali (+13,9% rispetto al 2009), mentre l'indice di litigiosità rimane al di sotto della media regionale e nazionale.

In conclusione, un'annotazione positiva: cresce il volontariato con 1.998 strutture iscritte al Registro Regionale delle associazioni di settore, di cui il 66% nella Capitale.

V.R.