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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 18 gen 2012
ISSN 2037-4801

Focus - 2012  

Salute

Lotta all'ipertensione e staminali la ricetta del futuro

Come ogni anno la società americana 'Cleveland Clinic' ha consultato 100 superesperti tra medici e ricercatori riguardo alle future innovazioni in campo medico, valutate secondo quattro indicatori ponderali: l'effetto benefico incrementale rispetto agli standard di cura, la probabilità di successo commerciale, l'evidenza scientifica disponibile negli studi clinici controllati e, infine, l'impatto clinico atteso. In base a queste previsioni, ad avere maggiore impatto innovativo nella sanità del 2012 sarebbe il nuovo trattamento chirurgico mini-invasivo 'denervazione simpatica renale selettiva' per combattere l'ipertensione arteriosa resistente, un problema che affligge il 15-30% degli ipertesi.

"L'ipertensione, insieme con il fumo di sigaretta, il colesterolo elevato, l'obesità e il diabete", spiega Eugenio Picano, direttore dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, "è considerata uno dei fattori di rischio cardiovascolare tra i principali responsabili di infarto del miocardio e ictus cerebrale, che colpisce circa un terzo della popolazione mondiale adulta e 15 milioni di italiani. Una patologia in continuo aumento sia per la maggiore diffusione dell'obesità, sia per la progressiva sedentarietà".

La centralità del rene nello sviluppo e nel mantenimento dell'ipertensione, ovvero del legame tra pressione sanguigna e fibre del sistema nervoso simpatico (presenti nel rene), è già nota da diversi anni. La 'denervazione simpatica renale' agisce in modo selettivo sulle terminazioni nervose che decorrono lungo le pareti delle arterie renali, determinando una riduzione duratura della pressione sanguigna. L'intervento consiste nell'erogazione all'interno delle arterie, mediante catetere, di energia a radiofrequenza a bassa potenza che disattiva selettivamente i nervi renali.

"Il primo studio sull'uomo", prosegue Picano, "ha dimostrato che ben il 50% dei pazienti trattati ha avuto un consistente e prolungato beneficio e quasi il 40% ha raggiunto valori di pressione normali. Questa tecnica trova applicazione anche su malattie a elevata attività simpatica, come l'ipertensione arteriosa non-resistente al diabete e lo scompenso cardiaco, arricchendo l'arsenale della cardiologia interventistica, che negli ultimi anni ha aggiunto la sostituzione valvolare aortica percutanea alla ormai consolidata angioplastica coronarica e carotidea".

Per quanto riguarda invece la ricerca, appare in fermento il settore delle cellule staminali e della medicina rigenerativa, dopo la recente scoperta dell'enorme potenziale di autoriparazione delle staminali adulte, che non pongono le problematiche bioetiche e giuridiche connesse all'utilizzo delle cellule embrionali.

"Nei soli Stati Uniti si stima una crescita del mercato delle terapie cellulari dai 100 milioni di dollari del 2011 agli oltre 8 miliardi di dollari del 2018", afferma il direttore dell'Ifc-Cnr. "Oggi esiste una speranza concreta di applicare questa terapia anche al cuore infartuato che si riteneva finora irreversibilmente danneggiato". Prelevate dal cuore del paziente le staminali adulte, espanse in colture cellulari, possono essere re-iniettate nel cuore stesso e contribuire a ripararlo, senza rischi di rigetto e con alcune preliminari ma incoraggianti prove cliniche di sicurezza e di efficacia. Se un infarto miocardico distrugge un miliardo di cellule cardiache, questa terapia può rigenerarne circa 600 milioni. Quanto basta per determinare una riduzione dei sintomi e un netto miglioramento della speranza di vita. "Questi temi multi, inter e transdisciplinare, sono particolarmente adatti al milieu culturale del Cnr, in cui molti istituti tra cui Ifc, lavorano allo sviluppo di metodi e sistemi innovativi per la differenziazione, espansione e rilascio mirato locale di cellule", conclude Picano.

Silvia Mattoni

Fonte: Eugenio Picano, Istituto di fisiologia clinica, Pisa, tel. 050/3152400 , email picano@ifc.cnr.it -