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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 20 - 14 dic 2011
ISSN 2037-4801

Focus - Racconti di Natale  

Ambiente

Piange il telefono satellitare

Dopo aver composto il numero telefonico, il telefono satellitare che utilizziamo per chiamare i nostri cari, comincia a fare un suono intermittente, una specie di bup... bup... bup e poi subito dopo tutututututu... "E' andata male", penso, e riprovo.. ecco, ci siamo, adesso squilla...

- Pronto!? - sempre un'emozione chiamare casa, osservo tra me e me...

- Pronto Giulia, sono papà -

- Ciao papino! -

- Amore ciao, come stai? -

- Bene! -

- Sono contento che tu stia bene, cosa stavi facendo? -

- Stavo guardando la televisione e tra poco mi metterò a fare i compiti, tu che fai? -

- Sai passerotto, io tra poco andrò a dormire, qua è quasi mezzanotte, la giornata è stata molto faticosa e sono un po' stanco -

- Papino, ma anche quest'anno a Natale mangiate il coccodrillo? -

- Guarda tesoro, non lo so ancora se lo mangeremo a Natale o a Capodanno, ma sicuramente il cuoco lo metterà nel menù. Dimmi, ti ricordi che noi compriamo le provviste in Tasmania che è un'isola vicino all'Australia? - approfitto della sua domanda per un rapido esame di geografia.

- Sì sì... mi ricordo e mi ricordo anche che mangiate pure il canguro... poverino - risponde sicura.

- E dài, passerotto, sono animali allevati apposta per essere mangiati. Tuo fratello è lì con te? Ci posso parlare? -

- No mi dispiace, è andato da un suo amico -

- Va bene, fai una cosa piccola, salutalo da parte mia e digli che fra tre giorni esatti richiamo alla stessa ora - spero non traspaia la mia delusione di non aver potuto parlare con entrambi.

- Va bene papino, lo sai che mi manchi? - sembra quasi che sia lei a voler coccolare me.

- Passerotto, anche tu mi manchi tantissimo. Mi raccomando, fai sempre la brava! -

- Certo! Ciao papà -

-Ciao amore!... - tututututututu inesorabile, fine della chiamata.

Oggi la giornata è iniziata molto presto, alle 5.00 sveglia per mettere il getto d'aria calda a Kbo, che è la sigla dell'aereo che è atterrato ieri sera insieme al Kcs. Le temperature a Concordia specie la mattina sono molto basse e in questo periodo non salgono mai sopra i -35°, ma oggi ha fatto uno strappo alla regola -42°! I piloti girano intorno all'aereo per togliere le coperte protettive sui motori, entrano in cabina e con un gesto uno di loro sembra gradire la temperatura dell'aria sparata all'interno dal tubo da 8 pollici collegato al soffione. Ok sono pronti. Con l'aiuto del meccanico, aggancio il soffione al pick-up e lo porto via liberando la strada all'aereo.

- Radio da Angelo -

- Avanti Angelo -

- Rita l'aereo è pronto al decollo, puoi fare un annuncio via radio che tra breve accenderà i motori e inizierà a muoversi verso la pista? -

- Ok... copiato -

Rita non vuole mai che le dica quello che deve fare, lei già lo sa! È alla sua quinta missione in Antartide e sicuramente me la farà pagare! Infatti, a pranzo davanti a tutti mi dice - Con te non ci parlo più! -

Le rispondo - Ma levami una curiosità, come mai non ti sei mai innamorata di me? -

- Cosa? Che?! Io innamorarmi di te? Mica sono scema! -

L'aereo decolla. Alle 8.00 riunione tecnica, per il resoconto delle attività che devono essere svolte durante la giornata, subito dopo corro da Eoin, il medico Esa. - Good morning Angelo - mi saluta

- Good morning Eoin - rispondo

È già tutto pronto, indosso una maglia con dei sensori, a contatto con il mio torace e collegati tramite fili ad uno zainetto che porterò in giro per tutta la giornata. Lo strumento registrerà il mio battito cardiaco e la saturazione dell'ossigeno. Eoin, sempre sorridente, mi spiega che è un esperimento per uno studio di una nuova tuta spaziale. Il posto dove ci troviamo, Dome C, è a 3.270 m. e l'aria è talmente rarefatta che è come se ci trovassimo a 4.000 m. Il particolare ambiente poi, è molto adatto allo studio del comportamento umano in una condizione estrema come quella in cui ci troviamo.

Oggi le cose da fare sono veramente tante e, sorridendo, già immagino cosa registrerà lo strumento che indosso. Liberiamo con il gatto delle nevi la porta della grotta, un enorme tubo di metallo sotterrato nella neve, con dentro alcuni mezzi meccanici e nella parte più profonda un vero e proprio tesoro 'Le carote del progetto Epica'. Dopo aver rimosso la grande porta alta più di 4 metri, sono il primo a entrare.

La vista è particolare, tutto è congelato ma in un maniera diversa rispetto all'esterno. Mi avvicino a una motoslitta che sembra quasi fatta di vetro, l'avevo riposta lì dentro lo scorso febbraio e adesso dopo dieci mesi la ritrovo stretta in una morsa di gelo. Proseguo fino ad arrivare alla fine della grande volta, dove c'è un ingresso più piccolo che porta a un corridoio molto stretto e buio. Per tutta la lunghezza sono riposte delle grandi scatole di cartone. L'immagine è molto particolare, i cristalli di ghiaccio grandi come la mia mano, a forma di ventaglio, scendono dal soffitto e al solo piccolo spostamento d'aria, provocato dal mio corpo, cominciano a cadere. Sfioro con i guanti una di quelle scatole e strofinando un po' la brina ghiacciata depositata sopra riesco a scorgere una scritta: da 80 m. a 160 m. Significa che il ghiaccio prelevato e racchiuso in quella scatola risale a un'epoca storica che va da qualche anno dopo Cristo fino a circa 2000 anni prima. In qualche punto lungo quel corridoio vi è una scatola che racchiude il ghiaccio che risale a 800 mila anni fa, l'emozione è grande, ma fa anche tanto freddo, li dentro ci sono -60° gradi, meglio uscire.

Tra poco sarà Natale e tutti quanti noi ci prepareremo a trascorrerlo, in questo posto molto affascinante, nel miglior modo possibile. Saremo circa 70-80 persone e ci ritroveremo intorno a una tavola imbandita anche noi, ma a una distanza da casa di circa 15.000 Km. Esattamente dall'altra parte del mondo.

 

Angelo Domesi

Fonte: Angelo Domesi, Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente , email angelo.domesi@cnr.it -