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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 20 - 14 dic 2011
ISSN 2037-4801

Focus - Racconti di Natale  

Ambiente

Le tristi festività nell'Aquila post terremoto

Il devastante terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 è stato l'apice di una sequenza sismica iniziata fin dal dicembre 2008, con la manifestazione di numerosi eventi che si sono susseguiti nei mesi successivi, e ancora perdurano saltuariamente, dopo aver prodotto oltre 20.000 scosse.

Quanto già ampiamente documentato attraverso i media ha evidenziato le drammatiche conseguenze in termini di vittime, più di 300 i deceduti e oltre un migliaio i feriti, gli effetti devastanti sui centri storici del capoluogo e dei centri minori, i danneggiamenti e i crolli che hanno interessato chiese, monumenti ed edifici.

Questo sisma non trova precedenti fin dal secolo scorso se non, forse, in quello di Messina del 1908. È come se fosse stato caratterizzato dalla compresenza di quattro diversi terremoti: per la prima volta dopo oltre un secolo è stato gravemente colpito un capoluogo di Regione come L'Aquila, città ricca di un patrimonio storico architettonico diffuso e di grande pregio; per la prima volta sono stati severamente danneggiati un grande numero di edifici in cemento armato; molti centri storici (oltre 180 quelli colpiti) hanno subito un danno paragonabile a quello del terremoto Umbria-Marche e alcuni hanno subito danneggiamenti distruttivi pari al terremoto dell'Irpinia del 1980.

Questo terremoto ha messo anche in evidenza l'inadeguatezza della gran parte degli edifici pubblici a garantire un accettabile livello di funzionalità, e ha evidenziato anche la scarsa attenzione rivolta negli anni passati, in tutta Italia, alle attività di prevenzione, pur essendo stati condotti e ampiamente diffusi numerosi studi, soprattutto proprio sugli edifici pubblici. Basti ricordare a tale proposito il noto "Rapporto Barberi" del Gruppo nazionale per la difesa dai terremoti, cui partecipò anche il nostro gruppo, poi confluito nell'Istituto di tecnologia delle costruzioni (Itc) del Cnr, il quale, proprio dall'esperienza del sisma del 1984 nell'Italia centrale, realizzò per la Regione Abruzzo una delle prime indagini sulla vulnerabilità sismica di tali edifici.

Molte preziose indicazioni davano la possibilità di formulare un programma di riduzione del rischio ma, troppo spesso, accade che certe problematiche vengano trascurate o non considerate con il giusto riguardo, pur trattandosi di questioni di sicurezza dettate da evidenti e storicamente provate condizioni di naturale pericolosità del territorio nel quale si vive. A livello personale non possiamo non ricordare, come, a seguito del terremoto delle ore 3.32 del 6 aprile 2009, il personale dell'Itc-Cnr dell'Aquila, che si occupa da oltre 25 anni di rischio sismico e di gestione tecnica dell'emergenza in collaborazione con il Dipartimento nazionale della protezione civile, si è immediatamente attivato, dopo aver messo in salvo la vita propria e dei propri familiari, pur avendo  subito danni alle proprie abitazioni, tanto che molti di noi ancora non sanno se e quando potranno farvi rientro, e non avendo ancora oggi a disposizione la propria sede di lavoro anch'essa danneggiata.

Fin dalle prime ore successive all'evento principale siamo stati a disposizione sia della Protezione civile per i rilievi di agibilità e danno sugli edifici pubblici e privati sia del Gruppo per la salvaguardia dei beni culturali. Ci avviciniamo al terzo Natale dopo il terremoto: il primo l'abbiamo trascorso lavorando, il secondo pensando a quanto lavoro c'era da fare, quest'ultimo lo trascorreremo con un senso di sfiducia che cresce di giorno in giorno, con le famiglie spezzate con un centro storico della nostra città "fantasma", che sta progressivamente subendo una vera e propria diaspora, questa volta.

Il ricordo del terremoto del 6 aprile anche in questa festività torna drammaticamente a ricordare a tutti che su questo tipo di problemi la disattenzione, l'incuria e la perdita della "memoria storica" sono difetti inammissibili.

Giandomenico Cifani e Antonio Martinelli

Fonte: Giandomenico Cifani, Istituto per le tecnologie della costruzione, L'Aquila, tel. 0862/316669 , email giandomenico.cifani@itc.cnr.it - Antonio Martinelli, Istituto per le tecnologie della costruzione, L'Aquila -