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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 0 - 14 gen 2009
ISSN 2037-4801

Focus  

Salute

Sordità, screening neonatale per tutti

"L'apparato uditivo è estremamente importante", spiega Ferdinando Grandori, direttore dell'Istituto di ingegneria biomedica (Isib) del Cnr di Milano e presidente dell'Associazione per la ricerca sulla sordità infantile (Arsi). "Proprio in relazione alla sua rilevanza e al fatto che due-tre bambini su mille presentano sordità alla nascita, lo screening neonatale è stato inserito nei livelli essenziali di assistenza (Lea). La diagnosi di sordità congenita va fatta molto precocemente, perché soltanto entro i primi mesi di vita le possibilità di recupero sono ottimali mediante interventi quali la protesi acustica, la preparazione a un eventuale intervento di impianto cocleare e la successiva abilitazione logopedica". Invece, la diagnosi avviene quasi sempre intorno ai due-tre anni, quando gli effetti prodotti dalla perdita uditiva si manifestano in modo evidente quanto tardivo.
Il bambino parla imitando le voci e solo se sente correttamente la propria voce e quelle dei familiari può imparare a parlare. La deprivazione uditiva causa perciò gravissimi disturbi allo sviluppo del linguaggio e delle capacità di comunicare, apprendere e socializzare.
Per valutare le capacità uditive, anche in un neonato di pochi giorni di vita, sono sufficienti appena dieci secondi grazie alle tecnologie sviluppate e realizzate dall'Isib-Cnr. "L'orecchio interno non solo traduce il suono in impulsi elettrici che si propagano lungo le fibre nervose, ma genera a sua volta segnali acustici, chiamati otoemissioni che gli strumenti a disposizione consentono di registrare anche nei neonati".
L'Isib-Cnr di Milano cura la raccolta dati sullo stato dell'arte dei programmi integrati di screening uditivo e intervento precoce di un grande numero di paesi, in collaborazione con il Centers for disease control and prevention Usa (Cdc). "Attualmente, nell'ambito del progetto europeo Ahead III (Assessment of hearing in the elderly: Aging and degeneration - Integration through immediate intervention), la nostra ricerca è rivolta all'udito dell'adulto, con particolare attenzione agli effetti della sordità", conclude Grandori, "guardando non solo alla diagnosi d'organo e delle funzioni, ma alla capacità di comunicare, di comprendere la voce in presenza di rumore".

Rosanna Dassisti

Fonte: Ferdinando Grandori, Istituto di ingegneria biomedica, Milano, tel. 02/23993345, email isibcnr@polimi.it