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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 0 - 14 gen 2009
ISSN 2037-4801

Focus  

Ambiente

Le energie rinnovabili finiscono in cella. Rigenerativa

'Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerarietà...' Queste le parole d'esordio, con cui, nel 1909, Filippo Tommaso Marinetti lancia al mondo e alle nuove generazioni, sul quotidiano francese Le Figarò, il Manifesto del Futurismo.
Nel 2009 è all'energia rinnovabile che le generazioni future dovranno abituarsi per coprire il fabbisogno della società futura. Ed è la tecnologia, icona di un Futurismo postmoderno, ad assolvere un ruolo determinante per la gestione dello sviluppo sostenibile.
A tal fine sta lavorando anche l'Istituto di tecnologie avanzate per l'energia 'Nicola Giordano' (Itae) del Consiglio nazionale delle ricerche di Messina con il Progetto sulle celle rigenerative. "Senza un'appropriata tecnologia per l'accumulo di energia, le fonti rinnovabili non potrebbero arrivare a coprire quote importanti del fabbisogno energetico", spiega Antonino Salvatore Aricò dell'Itae-Cnr.
La prospettiva di integrare le diverse fonti rinnovabili non è sufficiente senza un appropriato sistema di accumulo, che la ricerca dell'Itae-Cnr individua nelle celle rigenerative, le quali possono: "funzionare da elettrolizzatore (produzione di idrogeno dall'acqua mediante l'utilizzo di energia elettrica) o da fuel cell, cella a combustibile (produzione di energia elettrica utilizzando idrogeno)", prosegue Aricò. "In pratica, in una cella rigenerativa l'eccesso di energia elettrica prodotto dalla fonte rinnovabile (solare, eolico) è convertito in idrogeno per essere poi riutilizzato in fuel cell quando è necessario. La combinazione delle due funzioni in un unico dispositivo consente di ottimizzare i volumi dell'impianto, rendendo tali dispositivi particolarmente adatti per applicazioni remote e per la generazione distribuita".
Obiettivo a lungo termine della ricerca è la produzione di idrogeno con emissione di gas serra nulla. Grazie all'abbondanza di vento e sole, in Italia si potrebbero infatti produrre, senza difficoltà, grandi quantità di idrogeno pulito a buon mercato da utilizzare poi nelle celle rigenerative. "L'idrogeno ottenuto mediante questa applicazione", precisa il ricercatore dell'Itae-Cnr, "potrebbe essere utilizzato come vettore di energia o come combustibile altamente ecologico in veicoli elettrici a emissione zero basati su celle a combustibile".
Le intense ricerche condotte in questo settore hanno portato l'Itae-Cnr e la Tozzi Renewable Energy (Tre) a costituire un laboratorio congiunto con l'obiettivo, a breve termine, di sviluppare prototipi da sperimentare in combinazione con gli attuali generatori eolici della Tre basati su fonti rinnovabili.

Giampaolo Scardia

Fonte: Antonino Salvatore Aric, Istituto di tecnologie avanzate per l'energia "Nicola Giordano", Messina, tel. 090/624237, email arico@itae.cnr.it