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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 14 set 2011
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Ambiente

La pianta di Harry Potter in pericolo

Una pianta dalle molteplici proprietà, nota ai giovani lettori delle storie di Harry Potter perché presente nella 'pozione rigeneratrice', è a rischio estinzione. Si tratta del dittamo, una specie rara e protetta localmente, che un progetto sulla biodiversità e la salvaguardia ambientale, Pp-Icon (Plant-Pollinator Integrated CONservation approach: a demonstrative proposal), finanziato dalla Comunità Europea, vuole studiare per indagare le cause della sua progressiva scomparsa e della carenza di insetti impollinatori. Vi lavorano anche ricercatori dell'Università di Bologna.

Il dittamo ('Dictamnus albus'), della famiglia delle rutaceae, viene coltivato soprattutto a uso ornamentale per i suoi bellissimi fiori bianchi e rosa dal profumo intenso. È chiamato anche frassinella, per la somiglianza delle sue foglie a quelle del frassino, o limonella, a causa dell'odore simile a quello del limone che emana se sfregato. È utilizzato come erba medicinale per le sue proprietà antifungine, antibatteriche e antipiretiche.

Secondo i ricercatori "sono due i fattori principali che mettono a rischio il dittamo: il cambio di destinazione d'uso del suolo boschivo e la carenza di visite da parte di insetti impollinatori come le api solitarie e i bombi". Su questi due aspetti agisce il progetto pilota di conservazione integrata che da un lato lavora sull'habitat e dall'altro incrementa la fauna impollinatrice.

Il progetto - al quale partecipano l'Università di Bologna in qualità di coordinatore (dipartimenti di Biologia evoluzionistica sperimentale e dipartimento di Scienze e tecnologie agroambientali, Orto botanico-Sistema museale d'ateneo), il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra, Unità di apicoltura e bachicoltura) e la fondazione Villa Ghigi - si svolge in un sito di importanza comunitario all'interno del Parco regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa.