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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 13 lug 2011
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

 Telemedicina, la sanità del futuro  

Un braccialetto, un pulsiossimetro (una piccola pinza che posta al dito rileva i parametri vitali), un cellulare e il kit per assistere 24 ore su 24 i malati affetti da Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è pronto. SweetAge1 ed è un nuovo sistema per controllare da remoto frequenza cardiaca, respiratoria e grado di saturazione dell'ossigeno nel sangue, dei pazienti nato dalla collaborazione tra Università Campus Biomedico di Roma, Intersistemi Italia-Evolvo, Centro per le applicazioni della televisione e delle tecniche di istruzione a distanza (Cattid) Università 'Sapienza' di Roma, GO management consulting e Fondazione Alberto Sordi. I risultati del progetto, uno dei primi 24 finanziati dalla Regione Lazio nel Distretto tecnologico delle bioscienze, sono stati presentati al convegno 'Sweetage1: quale futuro nella telemedicina?' presso il Campus Bio-medico.

"Questo sistema", spiega Claudio Pedone "prevede un risparmio di 750 euro a paziente tele assistito, un terzo in meno rispetto al ricovero ospedaliero e grande tranquillità dei malati che si sentono rasserenati dalle telefonate del medico. Basti pensare che nel 2006 ognuno dei 4 milioni di pazienti italiani affetti è costato allo stato circa 3.000 euro, di cui 1.500 per ricoveri e visite ambulatoriali".

"Il kit", illustra Raffaele Antonelli Incalzi "rileva i dati e autonomamente li invia al 'Monitor System' del presidio di controllo sanitario. Il medico di riferimento viene poi avvisato con i convenzionali segnali del triage (codice rosso, giallo, verde e bianco) dell'eventuale riacutizzarsi della patologia".

Il nuovo software, costruito in linguaggio Java "permette l'adattabilità alle strutture su cui si installa", sottolinea Giorgio Pellegrini della Evolvo, "permettendo così l'interconnessione con altri sistemi di monitoraggio già sul mercato". "Prossimo passo della sperimentazione", conclude Sandro Rinaldini, presidente della Intersistemi Italia, "è allargare il raggio di applicazione alle altre due grandi patologie italiane, la cardiopatia e il diabete".

Silvia Mattoni