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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 30 mar 2011
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Agroalimentare

Agroalimentare da lager

'Dai lager cinesi alle nostre tavole' è il tema del primo rapporto della Laogai Research Foundation (Lrf), presentato a Roma presso la sede della Coldiretti. Lo studio riguarda le importazioni dalla Cina di prodotti agroalimentari ottenuti nei campi di lavoro forzato, i 'Laogai', ed evidenzia gli effetti sociali, economici e sulla salute provocati da queste merci.

Secondo il database pubblicato dalla Lrf, nella Repubblica Popolare Cinese esistono almeno 259 campi di lavoro forzato nel settore agroalimentare. Negli ultimi due decenni la Cina è diventata un importante fornitore dell'Italia di prodotti agricoli, a prezzi molto più bassi rispetto alle produzioni nazionali. Appare quindi necessaria l'applicazione rigorosa delle norme sulle etichettature e sulla tracciabilità delle merci cinesi sia per motivi morali, sia per motivi economici, per garantire la trasparenza del mercato, la corretta informazione dei consumatori e per tutelare le produzioni italiane e la nostra economia.

Nel 2002 l'Unione Europea aveva vietato l'importazione di merci di origine animale dopo che residui di medicinali veterinari erano stati trovati in campioni di derrate cinesi; l'anno successivo è toccato alle autorità giapponesi bloccare per otto mesi le importazioni di spinaci a seguito dell'individuazione di residui di pesticidi 180 volte superiore agli standard ammessi nel paese nipponico; nel 2005 e nel 2006 bandi internazionali hanno colpito pesci di allevamento provenienti dal Paese dei Mandarini, per gli elevati livelli di fungicidi e antibiotici con potenziali effetti cancerogeni.

Il Rapporto ha lo scopo di contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica e le forze politiche e sociali affinché gli accordi politici ed economici con la Cina siano subordinati al rispetto delle convenzioni internazionali firmate o ratificate da Pechino.