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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 16 mar 2011
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Piccole donne diventano madri

Le mamme minorenni rischiano più delle donne che decidono di aver un figlio tardivamente. È l'allarme lanciato dall'ospedale San Paolo di Milano, che ha attivato un servizio per scongiurare i pericoli fisici e psichici connessi a una gravidanza precoce, durante la presentazione del progetto 'Madri adolescenti: due minori a rischio', promosso insieme alla Fondazione Ambrosiana per la vita con il supporto dell'università Bicocca.

Sono circa 5.000 le adolescenti italiane che mettono al mondo un figlio ogni anno; 300 di queste hanno un'età al disotto dei 15 anni. Solo quelle seguite dai consultori del capoluogo lombardo sono state 340 nel 2010, contro le 253 del 2009: oltre un terzo in più.

Nonostante in Italia, rispetto ad altri paesi europei, si registrino minori casi di maternità precoci (il 2%), "questi sono tuttavia molto complessi perché accadono quasi sempre in contesti già a rischio per diversi fattori", spiega Cristina Riva Crugnola, responsabile scientifica del progetto e docente della Bicocca, "come il livello sociale basso, una famiglia problematica, l'assenza di un partner stabile. Elementi che vanno ad aggiungersi alle condizioni già di per sé fragili dell'adolescenza e della gravidanza".

I rischi legati a una gravidanza precoce possono essere di natura fisica e psichica. "Il corpo ancora in via di sviluppo fa più fatica a sostenere la crescita del feto", sottolinea Alessandro Albizzati, dell'unità operativa di Neuropsichiatria infantile presso l'ospedale San Paolo, che ospita il servizio. "Inoltre, durante il parto, le giovanissime hanno più paura e meno tolleranza al dolore rispetto alle donne adulte e questo può aumentare le difficoltà del travaglio".

Un'iniziativa, finanziata con 233mila euro, di cui 138mila da Fondazione Cariplo, è mirata al monitoraggio delle mamme teenager ma anche dei loro partner. Il progetto prevede che le ragazze dai 15 ai 21 anni, spesso inviate dai servizi sociali, vengano seguite - prima del parto e fino ai 14 mesi del bambino - da psicologi che le 'accompagnano' dando informazioni e consulenze, seguendo lo sviluppo del bimbo e l'instaurarsi del suo legame con la madre. Così da "prevenire stati di ansia, depressione e altre psicopatologie a cui le ragazze sono esposte, che possono a loro volta sfociare in maltrattamenti nei confronti dei figli", conclude Crugnola.