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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 2 mar 2011
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Tecnologia

Smart Hand dà una mano - Artificiale

Smart Hand è una mano robotica che pesa solo 350 grammi dal costo dichiarato dai suoi progettisti di circa 70 euro, dunque molto conveniente rispetto alle protesi oggi disponibili. Così da poter essere usata soprattutto nei paesi colpiti da conflitti.

Il nuovo prototipo, ideato e sviluppato dalla Scuola superiore Sant'Anna, in dieci anni di lavoro, promette di replicare l'80% della funzionalità di una mano naturale. Dotato al suo interno di quattro motori che consentono di eseguire tutte le prese di una mano umana, conta 40 microsensori propriocettivi distribuiti nella struttura robotica che permettono al sistema di misurare la posizione della mano nello spazio. Sono questi sensori, che inviano gli impulsi al sistema nervoso "restituendo al cervello la sensazione di spinta e la consistenza di un oggetto", spiega Chiara Carrozza, direttore della Scuola Sant'Anna.

Infine, in collaborazione con altri partner provenienti da cinque paesi, e con il finanziamento dell'Unione Europea, i ricercatori pisani hanno creato delle dita artificiali che, grazie alla presenza di particolari microsensori, riescono a distinguere i diversi tipi di tessuto. Il tatto è infatti fondamentale per potersi riappropriare della capacità di manipolazione. La mano robot viene innestata sul moncone amputato del paziente e i suoi elettrodi vengono applicati sui muscoli residui. È da qui che arrivano i segnali elettrici che la mano deve interpretare per potersi muovere.