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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 16 feb 2011
ISSN 2037-4801

Focus - Vecchi e giovani  

Socio-economico

Giovani e vecchi dipendenti dal tavolo verde

Sostanze stupefacenti, alcol, fumo, gioco d'azzardo e l'abuso di psicofarmaci rappresentano le forme di dipendenza più comuni nella popolazione con alcune specificità generazionali, però. Se i giovani tra i 15 e i 19 anni si rivelano i più forti consumatori di cannabis e cocaina, i soggetti con un'età compresa tra i 55 e i 64 anni risultano i maggiori consumatori di alcol. A ricorrere in maggior misura agli antidepressivi, per ansia e per riuscire a dormire, sono soprattutto le donne tra i 55 e i 64 anni.

Anagraficamente trasversale invece la dipendenza dal fumo di sigarette sia i giovani che gli adulti risultano esserne coinvolti in egual misura.

Analogamente diffusa in adulti e ragazzi la dipendenza dal gioco d'azzardo: tra i 15-19enni coinvolge il 58,1% dei maschi - e di questi il 16,3% rientra nel profilo di giocatore patologico - e il 36,8% delle femmine. Negli adulti tra i 55 ed i 64 anni, coinvolge il 45% degli uomini, con il 6% di giocatori patologici, e il 20,2% delle donne.

"È un fenomeno in forte espansione", spiega Sabrina Molinaro dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr. "Negli ultimi anni quest'attività ha coinvolto quote sempre più ampie della popolazione dall'aumento dell'offerta".

Tale aumento può essere ricondotto a più fattori dall'aumento dell'offerta, all'ampia diffusione di luoghi dove giocare (tabaccherie, bar, internet). "Se nella maggior parte dei casi l'azzardo rappresenta una forma di divertimento praticata occasionalmente" sottolinea la ricercatrice "nel tempo libero, in alcuni casi esso, diventa una forma di dipendenza patologica".

Il vizio, come accennato, non risparmia i più giovani: in tutta Italia il gioco d'azzardo interessa circa 450.000 studentesse e 720.000 studenti, ovvero il 47,1% di quanti frequentano le scuole medie superiori. E a esserne più attratti sono soprattutto i maschi del Sud. "Il fenomeno è largamente diffuso in Campania", evidenzia Molinaro, "seguita da Basilicata e Puglia. Al contrario, le aree in cui i giovani riferiscono in misura minore il problema si concentrano nel Nord-Est: Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Tuttavia, anche se a essere maggiormente attirati dal gioco sembrerebbero i maschi, la dipendenza dal gioco d'azzardo non risparmia le coetanee del Meridione, in particolare in Sicilia, dove le studentesse 'giocatrici' sono quasi il doppio di quelle del Veneto".

Tra i giochi preferiti da entrambi i sessi, in prima posizione il 'Gratta e vinci', seguito dalle scommesse sportive (calcio, ippica), da Lotto e Superenalotto. Tipicamente maschili sono invece video-poker e slot machine; questi ultimi, con 24 miliardi e 951 milioni giocati nel 2009, rappresentano da soli quasi la metà del comparto dei giochi pubblici con vincite in denaro.

In generale, sono 15 milioni gli italiani che giocano d'azzardo: il 38,3% della popolazione. Il giocatore tipo è di sesso maschile, ha un'età compresa tra i 25 e i 44 anni, è istruito, single e possiede una occupazione stabile. In totale nel 2009 sono stati giocati 54 miliardi di euro, per una spesa procapite di oltre 1.000 euro.

Paola Colapinto

Fonte: Sabrina Molinaro , Istituto di fisiologia clinica, Pisa, tel. 050/3152094, email sabrina.molinaro@ifc.cnr.it