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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 2 feb 2011
ISSN 2037-4801

Focus - I 150 anni dell'unit d'Italia  

Informatica

Con la Cep nasce l'informatica italiana

La realizzazione della Calcolatrice elettronica pisana (Cep), iniziata nel 1954 e terminata nel 1961, rappresenta un momento fondamentale per la scuola informatica italiana: da quest'avventura progettuale derivò infatti un rilevante know-how industriale e scientifico per il nostro Paese.

Nei primi anni '50 l'Italia muoveva i suoi primi passi nel calcolo elettronico con il Politecnico di Milano e il Cnr di Roma, che avevano acquistato due computer all'estero. Nonostante alcune critiche il rettore dell'Università di Pisa decise di investire un finanziamento di 120 milioni, ricevuto dalle provincie di Pisa, Lucca e Livorno, nella realizzazione di un terzo calcolatore. Aveva avuto l'incoraggiamento di Enrico Fermi che profeticamente definì la macchina "un mezzo di ricerca di cui si avvantaggerebbero in modo, oggi quasi inestimabile, tutte le scienze e tutti gli indirizzi di ricerca". 

"La scelta di costruire il calcolatore pisano in casa, anziché acquistarlo, presentava altissimi rischi tecnico-organizzativi, ma si rivelò lungimirante", spiega Domenico Laforenza, direttore dell'Istituto di informatica e telematica (Iit) del Cnr. "Le competenze acquisite nel progettare la macchina impressero infatti all'informatica italiana un eccezionale impulso. Nel 1955, per la realizzazione della calcolatrice, fu istituito presso l'università di Pisa il Centro studi calcolatrici elettroniche (Csce) dal quale nacquero l'Istituto per l'elaborazione dell'informazione del Cnr (Iei), il Centro nazionale universitario di calcolo elettronico (Cnuce) e, nel 1969, il primo corso di laurea in Scienze dell'informazione in Italia, voluto da Alessandro Faedo, illustre matematico e presidente del Consiglio nazionale delle ricerche dal 1972 al ‘76".

Dal Cnuce fu poi generato l'Istituto di linguistica computazionale (Ilc), mentre da Iei e Cnuce nacquero l'Istituto di scienza e tecnologie dell'Informazione (Isti) e l'Istituto di informatica e telematica (Iit) del Cnr.

"La Cep ebbe anche importanti ricadute industriali" continua Laforenza. "All'inizio del progetto,  Adriano Olivetti capì che collaborare con l'università sarebbe stata un'ottima occasione per specializzare i suoi ingegneri e tecnici nel settore del calcolo elettronico. Olivetti offrì all'ateneo pisano non solo contributi economici, ma anche il supporto di persone da assumere nella propria azienda e ospitò un'importante attività progettuale presso il laboratorio di Barbaricina (Pisa). La sinergia tra ricerca e industria portò allo sviluppo della linea di calcolatori Elea, che fu poi ceduta alla statunitense General Electric dopo la morte di Adriano Olivetti". Un'occasione perduta per sviluppare nel nostro paese un'attività produttiva che avrebbe potuto porsi all'avanguardia a livello internazionale.

Il valore del progetto Cep nella storia informatica italiana è riassunto nelle parole di Alessandro Faedo: "Il principale risultato non fu tanto la costruzione del calcolatore, quanto la creazione di un gruppo di ricercatori che studiasse i problemi di questa nuova scienza". La Calcolatrice elettronica pisana è oggi esposta in una sala del Museo degli strumenti per il calcolo di Pisa.

Claudio Barchesi

Fonte: Domenico Laforenza , Istituto di informatica e telematica, Pisa, email domenico.laforenza@iit.cnr.it

Per saperne di più: Il sito web dedicato alla CEP - www.cep.cnr.it/cep00.html