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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 19 gen 2011
ISSN 2037-4801

Focus - Divulgazione scientifica  

Cultura

L'addetto stampa tra ricerca e grande pubblico

Nonostante si registrino una richiesta sempre maggiore di informazione scientifica da parte della società e una maggior apertura al ‘pubblico' dei ricercatori, permane una distanza tra la ‘forma mentis' degli scienziati e l'interpretazione dell'opinione pubblica. Il Ceris-Cnr ha di recente organizzato a Roma, in collaborazione con l'associazione Amici giornalisti pubblicisti, un seminario su ‘Uffici stampa e comunicazione scientifica' dove il tema è stato affrontato partendo da alcune domande nodali. Come può il mondo accademico migliorare la propria interazione con la stampa? La scienza deve farsi carico direttamente della divulgazione? Quale formazione è richiesta per comunicare efficacemente la ricerca?

Rispetto a tali questioni, un ruolo fondamentale è affidato all'Ufficio stampa di università, enti di ricerca ed enti pubblici del comparto. "Tale intermediazione coniuga l'esigenza di dimostrare l'utilità sociale della ricerca scientifica con i bisogni socio-economici del grande pubblico", sostiene Carla Basili, dell'Istituto di ricerca sull'impresa e lo sviluppo (Ceris) del Cnr di Roma. Ma quali debbono essere le caratteristiche di un buon addetto stampa? "Pazienza, resistenza allo stress, tempestività, curiosità, eloquenza, buona scrittura, ma soprattutto capacità di ‘sentire' i propri interlocutori. I suoi compiti vanno infatti dallo scovare la notizia, al tagliarla su misura, aggiungendo foto e grafici, scegliere media e destinatari, conoscere le attività della struttura per cui lavora, fino all'organizzazione di convegni, pianificazione di campagne pubblicitarie, eventi di marketing, charities".

Un'attività in cui l'addetto stampa si scontra con le perplessità generate dalla sua posizione di ‘portavoce', per cui l'obiettivo di diffondere credibilità nell'opinione pubblica può essere considerato conflittuale con il suo ruolo a tutela della reputazione aziendale o istituzionale. "Questo problema si pone soprattutto in caso di comunicazione di crisi", continua la ricercatrice, "quando l'immagine della struttura può essere compromessa da eventi straordinari e inaspettati, momenti in cui il comunicatore deve da un lato informare in modo veloce e trasparente, dall'altro temporeggiare per proteggere il lavoro di coloro che gestiscono la crisi".

Nel suo compito, l'addetto stampa è inoltre influenzato dalle nuove tecnologie, in particolare Internet, che agevolano la maggiore tempestività, economicità e collaborazione nello scambio informativo "ma nello stesso tempo pongono la cosiddetta minaccia della ‘disintermediazione' insita nell'accesso diretto alla notizia. Sarebbe opportuno", conclude Basili, "mettere a punto programmi educativi per lo sviluppo di senso critico nella ricerca e raccolta delle informazioni, in modo che il web sia un'opportunità di arricchimento per la ricerca".

Il Ceris si occupa di informazione scientifica intesa come "insieme dei risultati della ricerca scientifica nelle sue diverse forme (letteratura, dati sperimentali, prototipi)" e lo scopo dell'incontro è stato in particolare analizzare "il contratto sociale della scienza: una sorta di ‘patto' ai sensi del quale la società finanzia la ricerca scientifica che genera nuova conoscenza finalizzata a produrre effetti positivi nella società". Non a caso il motto galileiano "La luce della scienza cerco e ‘l beneficio", che campeggia nell'Aula convegni della sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche dove si è svolto l'incontro, è stato assunto quale linea-guida del seminario.

Gioia Testagrossa

Fonte: Carla Basili , Istituto di ricerca sull'impresa e lo sviluppo, Roma, tel. 06/49937846, email c.basili@ceris.cnr.it