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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 19 gen 2011
ISSN 2037-4801

Focus - Divulgazione scientifica  

Socio-economico

Un corso per giovani ricercatori

Fornire ai giovani ricercatori alcune basi metodologiche e qualche trucco del mestiere. E' la finalità che ha spinto Daniele Archibugi, dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche, a organizzare il corso ‘Metodi e obiettivi dell'attività di ricerca'.

"Alcune regole della nostra professione sono tacite: conoscerle prima, piuttosto che scoprirle a proprie spese, può permettere ai giovani ricercatori di confrontarsi meglio, da subito, con una comunità scientifica sempre più competitiva", spiega Archibugi. "E, soprattutto, consente di impostare meglio il proprio lavoro".

A ogni lezione - centrata su un tema specifico: ‘perché fare il ricercatore'; ‘la comunità epistemica'; ‘pubblicare su riviste prestigiose'; ‘come ottenere finanziamenti' - è stato invitato un relatore esperto dell'argomento.

Giovanni Adamo, dirigente di ricerca all'Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee del Cnr (Iliesi-Cnr), ha spiegato, in una seguitissima lezione, il meccanismo di valutazione della letteratura scientifica sulla base dei diversi indici: come l'impact factor, l'h-index e le sue varianti. L'impact factor è l'indicatore bibliometrico più conosciuto: attesta l'autorevolezza di una rivista scientifica (numero di citazioni complessive/numero di articoli pubblicati nel biennio). L'h-index - o indice di Hirsch -cerca invece di esprimere quantità e qualità della ricerca con un solo numero. Si calcola con delle applicazioni che interrogano le banche dati di pubblicazioni scientifiche presenti in rete, come il web of science e google scholar (un ricercatore è di indice h se ha pubblicato almeno h lavori, ciascuno dei quali è stato citato almeno h volte). 

"Condizione indispensabile per fare il ricercatore è avere buone idee, ma occorre saperle trasmettere e diffondere in una comunità professionale secondo le consuetudini della disciplina, nei luoghi e modi opportuni", prosegue Archibugi. "Un giovane studioso deve imparare a confrontarsi con il suo gruppo di riferimento; deve pubblicare, conoscere i segreti dell'impact factor  e del citation index; deve saper scrivere un progetto di ricerca e presentarlo con adeguatezza nelle sedi appropriate per ottenere finanziamenti. Per tutto questo lavoro il mentore rappresenta una figura chiave, che indirizza la vita iniziale del novello scienziato". 

"Il mentore" precisa Archibugi "è l'opposto del barone: per il barone, ciò che conta è la posizione nella gerarchia sociale ed accademica. Per il mentore, ciò che conta è l'ingresso nella stanza del sapere". 

Tutte le lezioni hanno suscitato vivaci dibattiti. I 44 giovani partecipanti si sono confrontati con i docenti e tra loro.  "Alla fine", conclude Archibugi "tutti hanno espresso nelle schede di valutazione finale un elevato grado di apprezzamento per i contenuti del corso".

 

Claudio Barchesi

Fonte: Daniele Archibugi , Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma, email daniele.archibugi@cnr.it