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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 13 lug 2011
ISSN 2037-4801

Focus - Il meglio di...  

Tecnologia

Una tecnica per chi, con la clonazione... la pianta

E' in corso, presso l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Cnr di Sesto Fiorentino, uno studio teso a ottimizzare il sistema di conservazione in vitro di linee selezionate di due specie a fiore reciso, Anthurium e Ranuncolo. La ricerca è condotta nell'ambito di 'Vitroflor'. Finanziato dal ministero per le Politiche agricole e forestali, il progetto si propone di intervenire nella soluzione dei principali problemi della produzione in vitro di piante ornamentali, in particolare il miglioramento dei parametri di conservazione in crescita rallentata delle colture.

"La conservazione in vitro si realizza riducendo il metabolismo e di conseguenza la crescita di colture di germogli, applicando basse temperature e intervenendo opportunamente sul substrato di coltura", spiega Maurizio Lambardi dell'Ivalsa-Cnr. "La conservazione in crescita rallentata permette il mantenimento delle colture fino a un anno e oltre, aiutando i laboratori commerciali di micropropagazione nella pianificazione della produzione e vendita di piante acclimatate. Abbiamo scelto di studiare le piante Anthurium e Ranuncolo perché evidenziano ancora molte problematiche durante lo stoccaggio in vitro a basse temperature, durante il quale vanno incontro a un precoce decadimento".   

Le prove sperimentali predisposte nel primo anno del progetto Vitroflor valutano gli effetti sulla qualità dei germogli di due diverse temperature, 6° e 10° C, in condizioni di oscurità e di substrati di coltura contenenti concentrazioni di saccarosio di 30 o 60 gr/l. La conservazione prevede periodici rilievi di sopravvivenza dei germogli, nonché di valutazione della ricrescita al ritorno a condizioni standard (23°C e illuminazione).

"I risultati preliminari hanno dimostrato che è possibile protrarre la conservazione del materiale in vitro fino a otto mesi per l'Anthurium e nove mesi per il Ranuncolo", illustra il ricercatore. "Il materiale, ha mostrato comunque ottime capacità di ricrescita anche dopo sei mesi di conservazione. Mentre la conservazione dell'Anthurium è stata possibile solo alla temperatura di 10°C, il Ranuncolo si è adattato bene a entrambe le temperature testate. Incoraggiante, inoltre, è stata la ripresa delle colture di entrambe le specie dopo otto e nove mesi di conservazione".

In futuro, il progetto prevede di sviluppare per entrambe le specie procedure innovative di conservazione di micro-gemme in azoto liquido, alla temperatura di -196°C (crioconservazione), tecnica per la quale l'Ivalsa-Cnr è leader in Italia.

Paola Colapinto

Fonte: Carla Benelli, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, Sesto Fiorentino , email benelli@ivalsa.cnr.it - Maurizio Lambardi, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, Sesto Fiorentino, tel. 055/5225685 , email lambardi@ivalsa.cnr.it -