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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 12 - 13 ott 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Piante  

Agroalimentare

Scienza e storia nel roseto Fineschi di Cavriglia

Nella verde Toscana, a Cavriglia (Arezzo), è possibile visitare il più importante roseto privato a livello mondiale: il 'Carla Fineschi', che l'American Rose Society, organo di riferimento ufficiale per la registrazione delle nuove varietà, cita spesso nelle sue pubblicazioni.

Nato nel 1967, accoglie le più diverse specie e ibridazioni di questo fiore provenienti da tutto il mondo. Si tratta di una collezione privata la cui apertura al pubblico non è a fini di lucro: unico interesse dei proprietari è costituire una collezione scientifica. Un'idea nata dalla passione di Gianfranco Fineschi, ora ereditata dalle figlie tra le quali Silvia, ricercatrice dell'Istituto per la protezione delle piante (Ipp) del Cnr di Firenze. Una passione che lo ha portato a conservare attraverso  acquisizioni botaniche organizzate secondo schemi tassonomici precisi, esemplari di più di 7.000 specie e varietà di rosa.

"Il roseto si suddivide in tre percorsi: rose botaniche, rose antiche e rose moderne", spiega Silvia Fineschi. "Il tragitto ideale inizia con la visita alla zona dedicata agli esemplari più antichi, percorrendo così un excursus storico di migliaia di anni fino a giungere ai giorni nostri. La rosa, infatti, è una pianta molto antica e ha subito nel corso dei millenni profonde evoluzioni che hanno portato alla differenziazione in diverse specie, a loro volta distribuite nei continenti dell'emisfero settentrionale".

"Come per altre specie di piante", prosegue la ricercatrice dell'Ipp-Cnr, "è stato grazie alla curiosità scientifica che molti botanici occidentali si sono spinti nelle lontane regioni asiatiche per poi ritornare in Europa con un ricco bottino di specie sconosciute fino alla fine del XIX secolo, provenienti dalla Siria, dall'Iran o dall'estremo oriente. In questo modo, i botanici hanno potuto confrontarsi con patrimoni genetici nuovi con cui, grazie alla facilità con cui la rosa si presta all'ibridazione, si sono ottenute nuove varietà, introducendo caratteri genetici nuovi legati alla presenza di certi colori e di certi profumi prima sconosciuti".

Roberto Nicchi

Fonte: Silvia Fineschi, Istituto per la protezione delle piante, Sesto Fiorentino, tel. 055/5225584 , email s.fineschi@ipp.cnr.it -