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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 11 - 29 set 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Agroalimentare

Mangiando si impara

Ogni stagione ha i suoi frutti e ogni regione ha i suoi alimenti e piatti tipici. Di questo si terrà conto anche a scuola, sulle tavole delle mense, perché i bambini possano imparare a conoscere la varietà e stagionalità degli alimenti e mantenere le tradizioni delle proprie regioni. E' la novità contenuta nelle linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal ministero della Salute, in collaborazione con Coldiretti.

E' stato registrato, nel 2010, un aumento record dell'11% delle fattorie didattiche strutture che, ospitandoli, offrono ai bambini e ai loro insegnanti l'occasione di fare un'esperienza di vita in campagna alla scoperta dei processi produttivi agricoli, dell'origine dei prodotti, dei suoni e i gusti della campagna. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti, avviato all'inizio dell'anno scolastico 2010-11, durante il quale ben 1.093 aziende agricole - il numero è destinato a crescere - svolgeranno attività di fattoria didattica a beneficio dei più giovani.

La Coldiretti ha promosso con il ministero della Salute il progetto 'Educazione alla campagna amica nelle scuole' per recuperare, soprattutto nelle giovani generazioni, i principi della tradizione, della sana alimentazione, della stagionalità dei prodotti e della realtà territoriale  e per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell' agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

Il progetto coinvolgerà oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie che parteciperanno alle oltre 3.000 lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre 5.000 laboratori del gusto e agli orti didattici che saranno organizzati nelle aziende agricole e in classe. 

Per la buona alimentazione,  secondo le nuove linee guida del ministero della Salute per la ristorazione scolastica  per l'anno scolastico 2010-2011, "l'elaborazione di piatti nelle mense dovrà seguire i principi di un'alimentazione equilibrata, ma anche considerando la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della regione di residenza, per insegnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni".

Niente albicocche o ciliege a Natale, dunque, ma arance in Sicilia, mele nel Veneto o mandarini in Basilicata e Calabria e anche altri esempi basati sui prodotti tradizionali che potrebbero essere consumati nelle diverse regioni.

L'Italia vanta un patrimonio di grande valore: 4.511 prodotti agroalimentari tradizionali, ottenuti secondo regole tradizionali antiche tramandate nel tempo, censiti dalle regioni. A prevalere tra le specialità "salvate dall'estinzione" sono - sottolinea la Coldiretti - i 1.362 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.263 verdure fresche e lavorate, 748 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 461 formaggi, 154 bevande tra analcoliche, liquori e distillati e 150 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.). Nella mappa delle regioni che presentano la più ricca 'biodiversità' a tavola si classifica al primo posto, secondo la Coldiretti,  la Toscana con 463 specialità seguita da Veneto e Lazio (367) e Piemonte (365), ma è un ottima posizione anche la Campania (333). A seguire ci sono Liguria (295), Calabria (272), Sicilia (238), Emilia-Romagna (233), Puglia (222), Lombardia (209), Sardegna (172), Molise (159), Friuli-Venezia Giulia (151), Marche (147), Abruzzo (143), Trento (109), Bolzano (92), Basilicata (73) Umbria (70) e  Val d'Aosta (31).