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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 15 set 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Tecnologia

Ams: farà luce sulla materia oscura

Comincia l'avventura di Ams (Alpha magnetic spectrometer), il nuovo apparecchio sperimentale della Nasa, realizzato in collaborazione con l'Agenzia spaziale italiana e l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Ha lasciato il Cern di Ginevra, dove ha superato gli ultimi test, alla volta di Cape Canaveral da dove sarà lanciato nello spazio con l'ultimo volo dello Shuttle, nel febbraio 2011. A bordo ci sarà anche l'astronauta italiano Roberto Vittori.

Ams andrà nell'universo a caccia di nuclei di antiatomi e di tracce di materia oscura, misurando i raggi cosmici di alta energia. Questo ‘cacciatore dello spazio', del valore di un miliardo di euro (satellite compreso) è frutto della collaborazione, che dura da 15 anni, di 65 istituzioni di 14 paesi, tra cui la comunità dei fisici europei delle particelle. Il progetto è diretto dal Premio Nobel Samuel C. C. Ting (Mit/Cern), mentre il ‘deputy spokesperson' è un italiano, Roberto Battiston dell'Infn e dell'università di Perugia. Il primo volo effettuato con successo su una versione prototipo è del 1998.

A portare in orbita Ams, il prossimo anno, sarà lo shuttle Endeavour, nell'ambito di un accordo tra Nasa e Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, che segna una ripresa di interesse per queste missioni dopo l'incidente del Columbia, che aveva indotto l'amministrazione a ridurre il numero di voli dello shuttle e a escludere Ams.

Lo strumento, pesante 7,5 tonnellate, rimarrà per tre anni sulla Stazione spaziale internazionale e sarà dedicato a misure di precisione dei raggi cosmici di alta energia, alla ricerca di tracce di antimateria nucleare e di dati sull'origine della materia oscura (che corrisponde al 23% della massa totale dell'universo ma che, non emettendo radiazioni, non è osservabile).

Per la prima volta Ams permetterà l'identificazione dei raggi cosmici nell'intervallo di energie che va da centinaia di MeV a parecchi TeV, così da verificare l'esistenza o meno dell'antimateria e possibili meccanismi legati all'origine della massa oscura, due problemi di fondamentale importanza nel campo delle astro-particelle. Ams lavorerà insieme al Large hadron collider (Lhc) del Cern di Ginevra.