Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 10 - 15 set 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Formazione  

Cultura

Tecnologia ed educazione, binomio vincente

L'edizione di agosto del quadrimestrale ‘TD-Tecnologie Didattiche', incentrato sulle  interrelazioni fra società, educazione e tecnologia, curato dall'Istituto per le tecnologie didattiche del Cnr di Genova, presenta una novità: l'Itd ne ha acquisito anche la proprietà. "La rivista, nata per iniziativa dell'Istituto nel 1993", spiega Donatella Persico, condirettrice della rivista con Vittorio Midoro, "dall'ultimo numero del 2009 ha intrapreso un profondo rinnovamento, al fine di rispecchiare i cambiamenti avvenuti nel settore, di coinvolgere maggiormente la comunità degli esperti e di conformarsi agli standard di qualità richiesti alle riviste scientifiche. Contestualmente, TD è diventata a tutti gli effetti una rivista del Cnr, grazie al supporto del dipartimento Identità culturale che ne ha finanziato l'acquisizione".

Quest'ultimo numero è incentrato sull'adeguamento dei sistemi educativi alle nuove caratteristiche della società e di un sapere in continua trasformazione: tema sempre attuale nonostante se ne parli da anni, come sottolinea nell'editoriale Giorgio Olimpo. "Alla radice dell'insufficienza del nostro sistema educativo vi è una visione riduttiva della tecnologia", scrive il curatore di questo numero, "considerata solamente un aiuto per la risoluzione di specifici problemi o un fattore di modernizzazione e non come un fattore capace di trasformare in profondità ciò che si apprende, come lo si apprende e la qualità dell'apprendimento".

Da segnalare poi la traduzione di un articolo di Marc Prensky, creatore della famosa metafora che distingue fra ‘nativi e immigrati digitali', che sottolinea come tale differenza tenderà progressivamente a perdere significato a favore di una nuova definizione, ‘digital wisdom' (saggezza digitale), una qualità dell'uomo che può emergere grazie anche all'utilizzo appropriato e creativo delle tecnologie digitali.

Elena Sassi, del dipartimento di Scienze fisiche dell'università Federico II di Napoli, illustra l'inchiesta svolto dalla Fondazione Edge (Usa) con la sua domanda annuale per il 2010: "Come Internet sta cambiando il modo in cui tu pensi?". Dalle risposte di circa 200 intellettuali, scienziati, artisti e giornalisti si evince un largo spettro di opinioni: "La forza di legame della rete farà  nascere forme emergenti di cognizione nelle quali le menti individuali saranno intricatamente sincronizzate", "Finora c'è stata poco più di una generazione di nativi digitali, è troppo presto per conoscere eventuali effetti sul pensare", fino al pessimistico "E' alterato l'equilibrio tra difficile e facile, ciò può corromperci in modo imprevedibile".

Ferrari del Joint Research Center della Commissione europea ci fornisce infine fornendoci un'immagine di come la creatività, abilità centrale per la costruzione dell'apprendimento, viene percepita dagli insegnanti italiani. "Hanno opinioni positive e aperte sulla creatività, nel loro modo di intenderla come nella sua centralità per l'educazione", spiega la ricercatrice, riportando le opinioni di 1.478 di essi. "Il problema è che, nonostante la creatività sia vista come fonte di innovazione, e quindi necessaria per lo sviluppo personale così come per la crescita economica essa continua a giocare un ruolo sussidiario nella scuola, a causa delle molteplici e divergenti domande e priorità di programmi ed esami che gravano su insegnanti e alunni".

Barbara Pittaluga

Fonte: Donatella Persico , Istituto per le tecnologie didattiche, Genova, tel. 010/6475313, email persico@itd.cnr.it