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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 11 ago 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Montagna  

Ambiente

Frana di Montaguto: accordo Cnr Protezione civile

Piacevole meta di vacanza, la montagna può però a volte trasformarsi in una minaccia per l'uomo. Tra i pericoli in agguato, gli smottamenti e le erosioni dei versanti causati dalle piogge torrenziali che possono dare origine anche a frane.

Proprio per contrastare un episodio di dissesto idrogeologico, il dipartimento della Protezione civile (Dpc), della Presidenza del consiglio dei ministri, e l'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi), del Consiglio nazionale delle ricerche, hanno siglato un'intesa per proseguire le attività di monitoraggio della frana di Montaguto, in provincia di Avellino. Nella primavera scorsa, la riattivazione della frana, lunga oltre tre chilometri e mezzo, portò all'interruzione della tratta di ferrovia Napoli-Foggia e della strada statale 90, con un notevole danno economico e un rilevante disagio per la popolazione. Dalla fine di aprile, il gruppo di geo-monitoraggio dell'Irpi di Torino, con la collaborazione di ricercatori di Bari e Perugia, effettua il controllo topografico della frana.

"Tre stazioni di rilevamento topografico, poste nel settore di alimentazione, lungo il canale mediano, e nella zona di piede del dissesto, misurano gli spostamenti centimetrici di oltre 40 punti caratteristici posti all'interno del dissesto, e di altri punti stabili all'esterno del corpo di frana", spiega Fausto Guzzetti direttore dell'Irpi-Cnr di Perugia. "Le misure effettuate dai tre strumenti, controllati in modalità remota dalla sede di Torino dell'Istituto, sono elaborati e validati quotidianamente. Ogni giorno, viene prodotto un rapporto sulle deformazioni topografiche misurate che è trasmesso al dipartimento della Protezione civile. Nel periodo dell'osservazione le stazioni dell'Irpi-Cnr hanno misurato spostamenti giornalieri di singoli caposaldi superiori ai quattro metri, a testimonianza della grande mobilità della frana". ""

Le informazioni raccolte ed elaborate dal Cnr sono utili non solo per comprendere la complessa cinematica del movimento franoso, ma anche per la progettazione e la realizzazione delle opere di contenimento e di mitigazione del rischio, oltre che per una maggior sicurezza delle operazioni in cantiere. Con la firma dell'intesa operativa, l'Irpi garantisce al Dpc la prosecuzione delle attività di monitoraggio e il conseguente supporto tecnico-scientifico fino all'aprile del prossimo anno.

R.B.

Fonte: Fausto Guzzetti , Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica, Perugia, tel. 075/5014402, email fausto.guzzetti@irpi.cnr.it