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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 11 ago 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

Insolvenze aziendali, un 2011 ancora difficile 

Le conseguenze sulle imprese della crisi economica sono state discusse durante la conferenza su 'Le insolvenze aziendali nel mondo', organizzata a Roma da Eleur Hermes, società che si occupa dell'assicurazione dei crediti commerciali. I dati di scenario forniti dal gruppo fanno ritenere che la crescita mondiale scenderà dal 3,3% del 2010 al 2,9% del 2011, con una flessione nei paesi Ocse dal 2,1 all'1,8%, nei paesi dell'Asia orientale dal 7,7% del primo trimestre di quest'anno al 6,8, negli Usa dal 3,1 al 2,6%. E l'Eurozona?

"L'Europa arranca. A un anno dall'inizio della ripresa dell'economia mondiale, il suo ritmo di crescita rimane di gran lunga inferiore rispetto a quello del resto del mondo", spiega Karine Berger, direttrice Mercati e marketing e chief economist di Euler Hermes, che aggiunge "abbiamo dovuto rivedere al ribasso tutte le nostre previsioni di crescita per i paesi europei, con stime ormai inferiori all'1% nel 2010 e nel 2011 e non prevediamo un ritorno ai livelli pre-crisi se non nel 2012".

Questi dati, la disoccupazione, le misure di austerità per contenere il debito pubblico e l'arretramento dei consumi inducono a ritenere che le imprese rimarranno sotto pressione e il livello di insolvenze aziendali resterà elevato fino al 2011. 

Per la maggior parte dei paesi occidentali, secondo le stime di Eleur Hermes, il 2009 è stato un anno da record sia quanto a volume, sia per quanto concerne il tasso annuo di aumento delle insolvenze (+29%). Tra i paesi sviluppati tutti sono stati colpiti, con intensità chi maggiore come la Spagna, chi minore (Francia)

Il risanamento progressivo dell'economia mondiale, malgrado un ritmo di crescita meno vigoroso nel 2011, dovrebbe coincidere globalmente con un calo del volume dei fallimenti aziendali nel mondo, che comunque si annuncia moderato (-3% nel 2010 e -5% nel 2011) rispetto agli aumenti storici registrati nel 2008 e 2009. Andrà meglio in Asia orientale e negli Usa, dove le insolvenze dovrebbero diminuire, mentre l'Europa e in modo particolare quella del Sud vedranno un sensibile aumento, che per l'Italia si tradurrà in un incremento del 14%.

Esaminando il caso italiano, si evidenzia che "i mancati pagamenti da inizio anno recuperano il saldo negativo della crisi (-35,2% a maggio 2010) mentre gli importi medi, pur migliorando (-19,8 a maggio 2010) recuperano solo parzialmente", dichiara Massimo Falcioni, Direttore Centrale Euler Hermes Siac. "Tra i settori merceologici", prosegue, "l'abbigliamento, il tessile, il calzaturiero e la carta presentano un recupero importante sia sulla frequenza dei mancati pagamenti sia nella severità degli importi medi. Ancora segnali di difficoltà nella siderurgia e nell'energia".  

Emanuele Grimaldi