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Climate change: esperti Cnr al lavoro per il report Ipcc

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di Francesca Gorini

Due nostri ricercatori collaboreranno alla realizzazione del prossimo 'assessment report' dell'Intergovernmental panel for climate change, l'organismo internazionale che fornisce studi e valutazioni in materia di cambiamenti climatici e impatto ambientale. Un riconoscimento dell'eccellenza scientifica dell'Ente in un settore di grande importanza ed attualità

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Sono entrambi in forza all'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) di Bologna, Maria Cristina Facchini e Sandro Fuzzi, i due ricercatori Cnr chiamati a collaborare alla stesura del quinto rapporto di valutazione dell'Ipcc (Intergovernmental panel for climate change), il documento sui cambiamenti climatici e sul riscaldamento globale destinato ai 'policymakers' di tutto il mondo, le cui conclusioni saranno rese note nel 2014.

Un riconoscimento dell'eccellenza raggiunta dalla rete scientifica del Cnr in questo settore. Nello specifico, Maria Cristina Facchini è stata nominata lead author nell'ambito del working group 1 dell'Ipcc, mentre Sandro Fuzzi contribuirà come review editor per la stesura del capitolo dedicato al tema 'aerosol and clouds'. Il report è deputato a indagare la base fisica del cambiamento climatico in atto con capitoli che spaziano dall'atmosfera agli oceani, dallo stato dei ghiacciai ai cicli biogeochimici, dalle forzanti climatiche naturali e antropiche all'analisi del paleoclima comparata con i più evoluti modelli di simulazione, rappresentazione e previsione.

"Se la nomina di Maria Cristina Facchini rende particolarmente orgogliosi, non è da meno l'incarico di Fuzzi", afferma Giuseppe Cavarretta, direttore del dipartimento Terra e ambiente. "E' un piacere ricordare che proprio Sandro Fuzzi è responsabile della linea di ricerca del Dipartimento dedicata ai cambiamenti globali, che conta numerosi progetti attraverso i quali il Cnr porta il suo contributo alla questione, oggi di interesse globale, delle variazioni climatiche del sistema Terra e della possibilità di prevederne gli effetti sull'uomo, l'ambiente e gli ecosistemi".

Fonte: Giuseppe Cavarretta , Dipartimento Terra e ambiente del Cnr, tel. 06 /49933836, email direttore.dta@cnr.it

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