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Il 'wikisaurus' dei pericoli naturali

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di Francesca Gorini

Dal progetto di una geologa dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr di Roma e di un’esperta di comunicazione dell’Università di Torino nasce il 'Natural Hazard Wikisaurus’. Uno strumento web che insegna a conoscere i pericoli naturali e a utilizzare le giuste parole per descriverli, evitando allarmismi ed errori
 

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Qual è il 'confine’ tra un acquazzone violento e una bomba d’acqua? Tra un vento forte e un uragano? Tra una mareggiata e uno tsunami? Oggi, le parole corrono velocemente su web e social network, spesso generando interpretazioni imprecise dei fenomeni naturali, ostacolandone una corretta comunicazione.

Con l’obiettivo di favorire una maggiore conoscenza e consapevolezza dei pericoli legati al territorio – terremoti, valanghe, rischi idrogeologici o vulcanici e così via - nasce il 'Natural Hazard Wikisaurus’. La piattaforma web, tuttora in fase di sviluppo e disponibile all’indirizzo www.nhwikisaurus.com/, è realizzata da Sabina Di Franco, geologa dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr di Roma, e da Elena Rapisardi, dottoranda in Scienze della natura e tecnologie innovative dell’Università di Torino ed esperta di comunicazione web.

Nel 'wikisaurus’ – neologismo generato dalla contrazione di 'wiki’ e 'thesaurus’ -  alcune delle parole che descrivono fenomeni naturali o meteorologici sono associate a schede che evidenziano l’uso inappropriato o approssimativo, di termini scientifici dal significato ben preciso spesso riscontrato a livello divulgativo. Aspetto distintivo è, inoltre, l’integrazione in un unico sistema di diversi strumenti terminologici, ciascuno caratterizzato da diverse funzionalità, a disposizione degli utenti.

“Quando si tratta di comprendere il mondo dei processi naturali le parole sono importanti: chiamare tsunami una mareggiata o uragano un temporale cambia molto la relazione tra noi e i fenomeni che ci circondano e può generare messaggi ambigui o allarmi ingiustificati”, afferma Sabina Di Franco.

Il lavoro delle due studiose è partito da una riflessione sull’effettivo grado di comprensione da parte del pubblico dei concetti di pericolo e rischio naturale: attraverso i siti di alcune testate di divulgazione scientifica ('National Geographic’, 'Le Scienze’ e ’Almanacco della Scienza Cnr’) è stato diffuso uno specifico questionario volto a verificare come i lettori web acquisiscano le proprie conoscenze in materia.

Al questionario hanno partecipato oltre 1.300 utenti di varia estrazione, in prevalenza maschi (63,14%) dotati di livelli di istruzione medio alta (il 43,9% del campione è in possesso di un titolo di laurea, il 7,32% di dottorato). L’analisi delle risposte ha rivelato aspetti interessanti: sebbene la maggioranza degli intervistati si dichiari informata e aggiornata – prevalentemente tramite Wikipedia, utilizzata dal 92% del campione, mentre solo il 27% dichiara di consultare dizionari o enciclopedie cartacee e il 50% afferma di affidarsi ai siti delle istituzioni nazionali di ricerca - emerge una certa confusione sui termini. “Pericolo e rischio, ad esempio, vengono spesso ritenuti sinonimi, mentre dal punto di vista scientifico non lo sono affatto”, aggiunge Elena Rapisardi. “Nelle domande relative alle cause dei fenomeni naturali, poi, abbiamo riscontrato il 37% di risposte errate, talvolta bizzarre: un dato che fa riflettere sulla reale attendibilità di molte fonti web”.

L’approccio del 'Natural Hazard Wikisaurus’ è di tipo collaborativo; l’obiettivo è coinvolgere una rete di ricercatori dalle competenze specifiche per contribuire alla stesura delle voci e arricchire sempre più la banca dati, disponibile per ora in forma prototipale. “Il sito è un primo passo verso un modello di organizzazione della conoscenza in questa materia e collaborarvi significa condividere l’idea che mettere a disposizione il proprio sapere sia essenziale per migliorare il rapporto della società con il territorio”, conclude Di Franco.

Fonte: Sabina Di Franco, Istituto sull'inquinamento atmosferico, Monterotondo, tel. 06/90672394 , email difranco@iia.cnr.it