Vita Cnr

La resilienza del patrimonio culturale

Il borgo di Gubbio
di Francesca Gorini

Con il kick off meeting svoltosi lo scorso maggio a Gubbio, ha preso avvio Heracles. Il progetto europeo ha l'obiettivo di stimare e prevedere i danni provocati a siti storici e beni culturali dal cambiamento climatico e di individuare soluzioni sostenibili per contenerli. Il Cnr è coordinatore di 16 partner internazionali tra università, istituzioni di ricerca, aziende e istituzioni 

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Con il kick-off meeting svoltosi il 26 e 27 maggio scorsi a Gubbio, ha preso avvio Heracles (Heritage Resilience Against Climate Events on Site), finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione Europea. Il progetto ha l'obiettivo di elaborare, validare e promuovere sistemi e soluzioni per una resilienza efficace del patrimonio culturale ai danni provocati dal cambiamento climatico, individuando soluzioni eco-innovative per contenerli e mettendo al servizio tecnologie innovative.

Tre i casi di studio presi in esame, in Italia è stata scelto Gubbio, centro abitato che presenta problemi di dissesto idrogeologico e di degrado dei materiali degli edifici storici. In Grecia, invece Creta con il Palazzo di Knosso, già sito Unesco, e il porto di Heraklion, minacciato dagli effetti legati all'innalzamento del livello del mare e dall'aumento di eventi climatici estremi.

A coordinare i lavori è Giuseppina Padeletti dell'Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, a capo di un consorzio di 16 partner internazionali tra i quali figurano enti di ricerca, atenei, rilevanti aziende del panorama europeo, organizzazioni internazionali e lo stesso Comune di Gubbio. “Abbiamo focalizzato l'attenzione su realtà spesso considerate minori”, spiega la ricercatrice dell'Ismn-Cnr. “Nella cittadina umbra verranno monitorati i rischi che minacciano gli edifici e le antiche mura, principalmente a causa dell'aumentata intensità delle precipitazioni e del conseguente maggiore tasso di umidità. Gubbio, in questo senso, rappresenta tutti i centri storici monumentali in Italia e in Europa, concepiti e costruiti in epoche in cui il clima era diverso dall'attuale e che ora soffrono gli effetti dei cambiamenti in atto. È importante individuare le soluzioni più adatte per possibili restauri e per questo il team è multidisciplinare: studiosi di materiali, esperti di diagnostica, di sensing, di computer modelling, di climate model simulations, ingegneri, esperti Ict, sovrintendenze ed esperti di restauro”.

Le attività del progetto riguarderanno l'analisi, la definizione e l'avvio di tecnologie innovative, di metodologie e do procedure operative, replicabili anche su altri siti. “Heracles ha il compito di mettere a punto una piattaforma tecnologica che raccolga e metta a sistema tutte le informazioni - dai dati satellitari alle analisi in situ ed ex situ - relative agli studi sulle aree individuate, per fornire soluzioni a chi è preposto a decidere riguardo a interventi di manutenzione e conservazione del patrimonio culturale. L'Europa ha infatti una diversità culturale significativa, con eccezionali edifici e collezioni di opere d'arte che attraggono milioni di turisti ogni anno: abbiamo il dovere, quindi, di preservare questo valore incalcolabile per le generazioni future”, conclude Padeletti. 

This project has received funding from the European Union Horizon 2020 research and innovation programme under grand agreement No 700359.

Fonte: Giuseppina Padeletti, Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati, Roma , email giuseppina.padeletti@cnr.it